|
NOTE SULL’ AUTORE DEL SITO Di Iaquinta Rina martedì 6 novembre 2007 Paolo Gastaldo nasce a Genova nel 1952 da Gastaldo Francesco e Caterina Timossi entrambi nativi di Casaleggio nel 1912, dopo aver frequentato la stessa scuola elementare nel paese dal 1918 al 1923 si perdono di vista, Caterina Timossi appartenente ad una famiglia numerosa, a 16 anni perde la madre e si dedica ad accudire i fratelli minori .Discende da un nonno Bartolomeo Timossi d’ origine ligure forse chiavarese, immigrato in Piemonte alla fine dell’ 1800 che diventa fattore per le tenute dei conti Guiglia del castello ,i suoi discendenti conservano ancor oggi infatti il dialetto genovese. Il padre discende invece da seconde nozze di Romano Gastaldo vinificatore e proprietario di una piccola cascina segnata ancor oggi sulle carte del paese a nome “Casa dei maestri “,ci sono poche notizie ma pare che fosse da autodidatta particolarmente abile nella vinificazione che effettuava anche per conto dei conti Guiglia in località “torchio “,era specializzato nel “taglio delle uve” che vinificava alfine di rendere meno aspro e secco il gusto di barbera e dolcetto ad esempio inserendo percentuali di moscato nero e uva fragola al fine d’ ottenere un retrogusto fruttato ,giocando sul tradizionale metodo dell’ imbottigliazione a “luna crescente” per ottenere delle vinificazioni frizzanti e mosse quasi vicine alle “bonarde “ dell’ oltrepo’ ma con la maggiore corposità delle uve locali e a” lune calanti “,per vini di maggiore intensità ottimi da invecchiamento .Queste intuizioni in anni come quelli antecedenti alla 2° guerra mondiale erano valide tanto da essere ampliamente già applicate soprattutto in Francia ,in Italia a parte zone d’ eccellenza dell’ artigiano, la vinificazione agricola escludeva questo tipo di tagli e gli attuali enologi non esistevano , tanto che anche vini genuini ed agricoli venivano definiti per l’ asprezza del gusto o “vin gnuccu “ o “cancarrun” . Non esistevano infatti prodotti come i solfiti a salvaguardare l’ integrita’ del vino che a seconda della annate e delle piovosità spesso presentava un grado insufficiente di zuccherina che lo rendeva molto instabile da farlo velocemente virare in aceto .Negli anni 30/40 si usava lo zucchero proprio per compensare il deficit di uve che non raggiungevano il grado alcolico adeguato .( negli anni 50/60 l’ aggiunta di zucchero a differenza dei francesi fu proibita ,l’ ingresso massiccio della chimica, nell’ agricoltura e nella vinificazione porto’ negli anni 70 anche a gravi casi di sofisticazione ,il metanolo o anche di vini non pericolosi ma interamente artefatti con l’ aggiunta di preparati liofilizzati e dosi di alcol etilico diluito con acqua in dialetto si diceva !vin facciu’ cui… bastun “ ) Gastaldo Romano possedeva anche il “vigneto della Giacometta “ di alta qualità ,ancora oggi esistente ,che fu ceduto da Gastaldo Francesco dopo la morte del Romano avvenuta durante la guerra, nel 1946 e al ritorno della lunga prigionia in Germania, alla sorella Bice Gastaldo che lo tenne fino alla fine degli anni 80. La cascina “Dei Maestri” fu venduta da Francesco in quegli anni per emigrare a Genova . Genova nel 1948 era straordinariamente attrattiva,anche se segnata dai lutti, dalle macerie e dalla miseria conseguenti alla guerra, per molti “monferrini “ preferibile ad una vita che dopo i lunghi anni del conflitto era ricordata per gli stenti, il freddo la nebbia e le incertezze di attività agricole segnate dalla variabilità delle stagioni . Iniziava la ricostruzione, il clima mite della città protetta dagli apennini face muovere tra il 1946 e i primi anni 50 migliaia di piemontesi alla ricerca di una vita migliore, in pratica fu la prima immigrazione a Genova dal dopoguerra che avrebbe anticipato di qualche anno quella meridionale che si intensifico’ con la metà degli anni 50,con : l’ avvio del boom economico ,la ripresa industriale , la cantieristica, il porto,e l’ edilizia in espansione che andava occupando le zone collinari della città. Molti in quegli anni proseguirono la fuga anche per l’ America ,imbarcandosi proprio da Genova alla volta di New Jork ,e del sud America chiamati ed ospitati da parenti che già lì immigrati dai primi del 900, avevano costruito in quelle terre attivita’ stabili e redditizie . I piemontesi non erano attratti ne’ dalle catene di montaggio né dall’edilizia e si specializzarono in attività commerciali o come dipendenti pubblici, lattai , verdurai, tassisti ,tabaccai,macellai ,portinai , Gastaldo Francesco si impiego’ nelle distillerie Inga di Serravalle e dopo l’ incontro di Caterina Timossi che riincontro’ a Genova anche lei da tempo immigrata da Casaleggio , cameriera con esperienze presso facoltose famiglie genovesi, ottenne la portineria di v.xx Settembre al n° 6 continuando pero’ l’ attività di pendolare a Serravalle affidandone alla moglie la gestione . Nel 1952 nacque Paolo , nel 58 abbandono’ le distillerie per ottenere la portineria di via Cesarea 2 ove li’ vissero fino al 1984 . Gli anni 60 che furono definiti del boom economico ,risultano alla luce dell’ attuale periodo molto fecondi e fecero uscire dalla miseria milioni e milioni di italiani che dalle campagne trovavano nelle città impieghi stabili , il commercio con bassa pressione fiscale prosperava ,nonostante dopo il 1973 con la crisi petrolifera l’ inflazione galoppasse veloce ,meccanismi tipo la scala mobile adeguavano i rincari e bot cct, davano al risparmio interessi che sfioravano tassi mai raggiunti , fattore che successivamente alimento ‘ il debito pubblico attuale ,ma anche un benessere di cui ancor oggi v’è traccia ad esempio nel fatto che l’ 80% delle famiglie italiane dispone d’ una casa in proprietà. Ma già dal 1990 iniziava quell’ l’ inversione di tendenza che oggi e’ riscontrabile nel progressivo impoverimento di vasti strati sociali della società italiana in particolare per l’ inadeguatezza dei salari e delle scarse prospettive che ha il lavoro giovanile oggi nel quadro di questa economia globalizzazta . I progressi degli anni 60/70 sembrano destinati cosi’ ad annullarsi verso una fase di recesso che vede anche oggi in drammatica evidenza , il confronto verso un ‘ Italia sempre piu’ multietnica e ospitante di immigrazioni povere a cui non si sanno offrire adeguate risposte ,in una tendenza che sembra volta soltanto al contenimento dei salari a scapito dello sviluppo e d’ ulteriore progresso sociale , che viene minato anche sui principi che allora davano sicurezze, quali ad esempio la certezza di un sistema pensionistico . Negli anni 70 invece nonostante grandi conflitti sociali ,tra inflazione e congiunture con successive svalutazioni della lira, l’ universita’ si apri’ a categorie sociali che storicamente erano sempre state escluse dai livelli piu’ alti dell’ istruzione ,i figli quindi di molti operai,impiegati e piccoli commercianti conseguirono diplomi e altri titoli di laurea in modalità mai avvenute nella storia del paese. .Molti discendenti dei “monferrini “ a Genova diventarono cosi’ ingegneri ,dottori , commercialisti accedendo ai livelli della media borghesia, una sorta di mobilità sociale che raffrontata alle condizioni odierne appare impensabile .. Paolo Gastaldo come molti altri giovani in Italia nel periodo descritto ,dopo aver conseguito la maturita’ artistica presso il liceo artistico statale di v.Digione a Genova nel 1972, si iscrive ad architettura nella stessa città e vi si laurea nel 1978 . Ai margini del piano di studi obbligato nella facolta’ d’ architettura di Genova ,allora tra le piu’ selettive d’ Italia con gran parte degli esami incentrati su materie scientifiche obbligatorie simili a quelle in uso per ingegneria edile ,Gastaldo sviluppa ricerche di taglio urbanistico e sociale e partecipa a numerosi seminari volti a problematiche economiche ed urbanistiche che erano di grande attualità nel confronto con le periferie , l’ ecologia e i danni ambientali di cui i fatti di Seveso del 10 luglio 1976 misero in drammatica evidenza , negli effetti che industrializzazione e urbanesimo ebbero ed hanno dal dopoguerra ad oggi sul nostro paese. Si laurea nel 1978 dopo aver sostenuto 30 esami tra cui anche alcuni di indirizzo umanistico alla facoltà di lettere, su una tesi compositivo/ progettuale e urbanistica, nella progettazione di un centro civico e dal punto di vista teorico incentrata sulle nuove autonomie locali che si andavano creando tra i vari livelli di governo locale nell’ analisi di funzionalità tra regioni, comuni, provincie, comunità montane , quartieri . Dal 1979 al 1990 svolge l’ attività professionale ma nonostante la preparazione conseguita ,l’ impegno occorso al conseguimento della laurea,il risultato non e’ all’ altezza delle aspettative , come peraltro avvenuto, avveniva ed avviene, anche oggi in Italia .,per la maggioranza dei laureati italiani . Nel 1982 è parte del gruppo promotore per una mostra commerciale sul settore del recupero edilizio presentato alla fiera di Genova che diventerà Riabitat ,e dall ‘84 all 1987 e’ consulente di quell’ ente occupandosi delle mostre collaterali che si incentrarono negli anni dal 1984 sui futuri progetti dell’ expo’ 92 e su temi internazionali sul recupero urbano fino al 1987. Gastaldo dall’ entusiasmo iniziale e la passione per la sua professione che idealisticamente voleva porre tutta al servizio del sociale e di una nuova qualità urbana e territoriale , intuisce già in quegli anni molti dei mali che successivamente sarebbero emersi ,tra la constatazione dei nepotismi che nonostante l’ università di massa ed anche capacità personali continuavano a far accedere”alle professioni alte” solo i figli dei ….“nomi eccellenti “, e una politica non intesa come servizio alla nazione … ma solo come … veicolo per carriere personali , di gruppo , corporazione , categoria . Infatti il 1992/93 segna in Italia e in modo gigantesco e mediatico la conferma di mali sottili e non ancor oggi risolti, nel connubio tra corruzione e politica che nel finanziamento illecito ai partiti, porto’ a mettere in crisi la 1° Repubblica, ed oggi siamo arrivati al successo del libro “la Casta che ben tratteggia queste contraddizioni tipicamente italiane . http://www.my-libraryblog.com/2007/07/19/la-casta-sergio-rizzo-e-gian-antonio-stella/ Paolo Gastaldo negli anni 90 successivamente a non brillanti risultati professionali ed imprenditoriali ,decide di mutare approccio e di dedicarsi al altre ricerche di tipo piu’ soft e meno interessate alla produttività vera propria o a rincorse carrieristiche che nel quadro del contesto generale diventavano poco perseguibili , riscontrando che appunto era frequentissimo e normale che in Italia persone con alto livello di specializzazione finissero per rivestire ruoli al disotto della propria formazione , segnati da periodi di disoccupazione e precarietà con difficolta’ ad un rinserimento , e che quindi tanto valeva ..”vivere a basso consumo energetico “ ma con possibilita’ di continuare ad esplorare esperienze, cioe’ l’ idea del rallentare ..ma di poter … pensare … Dall’ idea dell’ architetto ed urbanista mancato ,riappropriandosi cosi’ della vecchia vocazione al disegno e alla pittura sceglie di dedicarsi interamente e per alcuni anni ad una solitaria ricerca grafico pittorica, volta all’ illustrazione del “mondo in cui viviamo “ anticipando nei contenuti dei dipinti e in una collana degli stessi che sara’ denominata “mechanic city “ temi attuali, http://spazioinwind.libero.it/ilsogno/mechanic/index.html opere realizzate dal 1982 al 1994, fino nel 1998 diventare un primo sito web,una visione che punta alla descrizione ironica dei falsi miti del consumismo e della velocità come “modus vivendi”, alienato della nostra cultura occidentale. In “viaggio al bordo della notte” http://spazioinwind.libero.it/ilsogno/bordo/indbor.htm una serie di dipinti realizzati tra il 1998 e il 99 .e la realizzazione del progetto on line del sito www.ilsognochecontinua.it si avvicinano sempre di piu’ all’ attualità segnata in quegli anni dal” massacro balcanico” ,e dalle nuove e drammatiche immigrazioni . Contemporaneamente non rinunciando alla sua identità professionale realizza alcuni studi e/o metaprogetti uno sul recupero dell ‘ ex manicomio di quarto a Genova http://spazioinwind.libero.it/ilsogno/genova/quarto/index.htm ,sul recupero di un tratto di costa nelle 5 terre , come “luogo per sentire il mediterraneo http://spazioinwind.libero.it/ilsogno/genova/guvano/index.htm e nell’ ambito d’ una mostra al “centro civico di Cornigliano “ un ‘ idea sul recupero dell ‘ area occupata dalle acciaierie http://spazioinwind.libero.it/ilsogno/genova/cornigliano.htm.  Il sito del sogno si evolve nel 2006 inserendo link frame a Repubblica ,a adn kronos e ad altri siti e blog tra i piu’ interessanti e cliccati sulla rete tra cui quello di Beppe grillo , questo per offrire link a tutto campo su portali d’ arte italiani ed internazionali con un occhio alla contemporaneità della notizia. Paolo Gastaldo quindi si colloca nella societa’ come un soggetto divergente ,nel senso che il suo distacco dal carrierismo preferito ad una dimensione solitaria e basata su una ricerca personale ,rende originale la sua ricerca verso un pensiero che attraverso molte esperienze cerca di dare risposte agli interrogativi attuali, come l’ idea di quest’ ultima pubblicazione ,che se pur distaccandosi un po’ dall ‘ iconografia del sognochecontinua trattando di ambienti e teritori specifici,anche qui fà emergere un approccio personale all ‘ analisi delle situazioni che rendono interessante questa metodologia . E anche se la sua vita professionale non ha portato a migliorare le condizioni famigliari ma semplicemente a conservarle… ,mantenendo stabili le minime condizioni di benessere acquisite dal lavoro di suo padre Francesco l’ immigrato “monferrino “ a Genova del 1946 , (che non sapeva scrivere correttamente una lettera in italiano, come del resto molti di quel periodo, con benessere ottenuto da vita di lavoro e sacrifici, nel l’ Italia del boom ) , l’ istruzione acquisita negli anni dell’ universita’ di massa anni 70, se non soldi ,ha senz’ altro consentito come in questo caso, la capacita’ espressiva e la formazione di un pensiero libero volto alla giustizia e al progresso sociale, senza alcuna mediazione verso alcun tipo di risarcimento, desiderio d’ affermazione o di potere, come invece esprime chi avendo mezzi e stipendi faraonici, rende..come descritto nella “Casta “ ben poche idee al paese , ma solo e soltanto vantaggi al proprio egocentrico, egoistico e smisurato …desiderio di potere . L’ uomo non vale solo per le merci , il danaro , il potere che consegue sugli altri… ma anche per cio’ che pensando e scrivendo lascia a sua testimonianza …. l’ istruzione e la conoscenza hanno valore per una societa’ indipendentemente che si finalizzino al ..pil o a obiettivi di crescita smisurata ,l’ informazione corretta ,la scuola efficiente , migliorando il “capitale umano” di una nazione …sicuramente … la fanno progredire … IAQUINTA RINA 6 novembre 2007
|