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06 SULLA CACCIA NELL’ OVADESE OPINIONI DIVERGENTI Di Paolo Gastaldo 6 novembre 2007 SULL ‘ ABBATTIMENTO DEI 600 CAPRIOLI NELL’ OVADESE 2006 -“(Ansa) 24 agosto 2006 - E' stato abbattuto stamattina, attorno alle 6.30 il primo dei 150 caprioli che da oggi al 6 settembre e' previsto siano eliminati nell' ambito territoriale di caccia Atc 14, nell' alessandrino. Il cacciatore che lo ha colpito e' stato oggetto di contestazioni da parte di un gruppo di manifestanti che stanno presidiando il centro di controllo veterinario allestito alla periferia di Acqui...”-
http://www.enricomoriconi.it/html/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=379 Questo breve estratto riporta quanto nel 2006, furono alti gli echi legati a questa scelta d’ abbattere i caprioli nell’ Ovadese e di COME fu divisa l’ opinione pubblica in ambito locale e nazionale a seguito della notizia che fu data per prima da ITALIA UNO .E’ interessante anche esplorare le opinioni del sito il cacciatore in questo blog http://www.ilcacciatore.com/public/?p=261 E la disponibilità della Calabria ad ospitare i caprioli nei suoi parchi http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1086 e c’è anche un articolo del corriere della sera che indica in 50.000 il totale dei capi da abbattere in Italia 2006- SULLA CACCIA OVADESE TRA “RURALES ED URBANES” DUE MENTALITA’ DIVERGENTI Questo episodio viene citato ad esempio di come l’ approccio generale al problema caccia e rapporto con la fauna sia diametralmente opposto tra chi è abitante residente nei luoghi dell ‘ ovadese che chiameremo per comodita’ “RURALES “ e chi vi soggiorna per brevi periodi estivi gli URBANES , si scontrano due diverse mentalita’ la prima legata alla terra e al territorio come risorsa esclusiva da usarsi a propria discrezione , la seconda che provenendo dalla città ,vorrebbe invece l’ incontro con gli animali , come reazione al vivere in ambienti urbani altamente edificati . In verita’ anche da mia esperienza personale devo dire che dal 1990 in 17 anni di assidua frequentazione di Casaleggio nei periodi estivi e anche limitatamente invernali, essendo appassionato escursionista del parco di Capanne che ho percorso in lungo e in largo sia in montan bike che a piedi ,l’ incontro con questo tipo di animali in particolare cinghiali e caprioli e’ stato molto raro, e con apparizioni in 17 anni da contarsi veramente sulle dita delle mani . Sicuramente non sono le ore diurne le piu’ idonee ad incontrarli , ma rispetto ai toni usati dagli abitanti locali e d’ emergenza caprioli/cinghiali!!... a tal punto da minacciare orti , vigneti , causa di incidenti automobilistici , almeno personalmente non ho riscontrato nulla di tutto cio’ .,ma puo’ essere ovviamente una percezione personale . Ma ripeto possono essere anche percezioni personali da chi magari ha un piccolo orto che all’ alba viene visitato da questi non …..graditi ospiti , problema che con una recinzione verrebbe risolto. .Ma l’ orchestrazione di una campagna nei paesi sulla stampa locale che vede tutti i locali….RURALES .. COALIZZATI SU QUESTO PROBLEMA …LASCIA SINCERAMENTE PERPLESSI … Nel senso che un simile allarmismo potrebbe motivarsi solo se i caprioli e i cinghiali fossero in mandrie con decine di capi , che all’ improvviso invadessero le strade dei paesi ,ma ..nulla… di tutto questo e’ mai successo ,….QUANTO MENO IN MODO VISIBILE ED ECLATANTE SULLE CAPRE DEL MONTE DI PORTOFINO…”DA AMMAZZARE”.. Analoga presa di posizione E DIBATTITO TRA OPPOSTE OPINIONI fu quello legato nel 2003 alle polemiche in Liguria circa la necessita’ di abbattere http://www.parks.it/ilgiornaledeiparchi/2003-01/rassegna.stampa/23.html LE CAPRE DEL MONTE DI PORTOFINO in cui adirittura intervenne Margherita Hac nota astrofisica . Anche ‘ li’ si riscontro’ che le pressioni per l’ abattimento e o eradicamento per le capre del monte erano pretestuose ,anche il fatto che danneggiavano la flora ,esse stanziavano prevalentemente attorno a cala dell ‘oro ,zona alquanto selvatica e rocciosa e nei dintorni la vegetazione non è certo agricola ma per lo piu’ composta da macchia mediterranea Si e’ riportata questa vicenda per far capire che spesso le motivazioni degli “sterminatori “d’ animali ,non risultano giustificate da fatti razionali ,come ad esempio recenti le uccisioni dei 3 orsi d’ Abruzzo . http://news.kataweb.it/item/360103/tre-gli-orsi-uccisi-nel-parco-nazionale-d-abruzzo Non si esclude il fatto che la fauna selvatica possa arrecare qualche danno a coltivazioni o a piccoli allevamenti di animali ,ma anche il fatto che le odierne tecnologie possono scongiurare queste evenienze con recinzioni elettrificate , e sensori luminosi di notte ,che quindi questo accanimento puo’ ritenersi ingiustificato . E fa’ pensare proprio l’ atteggiamento irrazionale di chi ad esempio come nel caso delle capre di Portofino sosteneva l’ idea dell’ abbattimento quando migliaia di escursionisti del monte invece gradivano la vista degli animali …..,nel loro ambiente naturale e che questo fatto costituiva un ‘ attrattiva incrementando i visitatori del parco .. SUI MUGUGNI DEGLI “URBANES… CACCIATORES”…. AI COLLEGHI OVADESI TRA GLI “URBANES “e anziani cacciatori genovesi si sentono nei bar dell’ ovadese delle critiche forse “ pettegolezzi e bufale “ma …lamentano che l’ accanimento del colleghi…cacciatori RURALES della zona sia dovuto anche agli anni del “caroeuro “che spinge a nuove forme di “bracconaggio “,per l’ alto costo che hanno le carni selvatiche sempre gradite da ristoranti per intingoli e menu’ tipici …. Gli URBANES cacciatores..raccontano anche di fatti cruenti che questo tipo di caccia illegale comporta in cui gli animali per essere occultati nei veicoli vengono barbaramente macellati sul posto e divisi in quarti poi nascosti in sacchi nei bagagliai delle jeep per sfuggire ai controlli ,sara’…. vero ?...........Inoltre di una caccia senza regole ..che spara a tutto cio’ che si muove… gazze comprese,passeri ,..storni ,..anche volpi che vengono vendute per l’ imbalsamazione ,per i caprioli lo sterminio e’ totale rivolto pure ai cuccioli… anche dei cinghiali ,dicono inoltre che i fagiani non fanno a tempo ad essere liberati che sono già dopo poche ore nei carnieri .. Gli URBANES cacciatores …criticano l’ atteggiamento dei RURALES anche per cio’ che concernerebbe la raccolta regolamentata dei funghi ,che da qualche anno dopo il “caroeuro “e’ difficilissimo trovare ,DICONO CHE GLI ESPERTI DI FUNGAIE …..calcolino sempre piu’ matematicamente i giorni successivi alle piogge ..sempre piu’ rare …e che vadano alle 5 di mattina a colpo sicuro facendo bottini che rivendono subito ai ristoratori …lasciando il nulla a eventuali escursionisti che un tempo si accontentavano anche di un solo porcino ..per farci un sugo a casa la sera…. SULLA LEGGE REGIONALE LIGURE E L’ABBATTIMENTO DEGLI STORNI Diciamo che queste voci ..poco provate e supportate ..possono essere anche considerate pettegolezzi di paese ,”….le linguacce maligne che parlano a vanvera “…ma le recenti polemiche in Liguria ad esempio delle associazioni venatorie circa la richiesta d’ inclusione della caccia d’ abbattimento degli storni , http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?=&p=157053 in cui il ministro Pecoraio Scanio ha impugnato nel 2006 la legge regionale della Liguria .Indica che c’è un segno d’ imbarbarimento da parte di chi pratica la caccia ,…e che effettivamente le opinioni tra chi sostiene che oggi con giganteschi supermercati che imperversano sui territori ove e’ possibile acquistare qualsiasi tipo di carne ,risulti quanto mai primitivo l’ accanimento dei cacciatori verso la decimazione di quel poco di fauna superstite che gli apennini ospitano , e il fatto che sarebbe piu’ redditizio dal punto di vista turistico POTER VEDERE VIVI GLI ANIMALI PIUTTOSTO CHE SOTTO FORMA DI RAGU’ E DI INTINGOLI COME INVECE AVVIENE NEI RISTORANTI TIPICI DI PRASSI … CONCLUDENDO A prescindere dalla mia personale posizione nettamente anticaccia e vegetariana ,che pratico ormai da 20anni ,non discuto certo la legittimità della caccia come fatto sportivo ,ed anche la costosità che questa passione comporta per chi la pratica ma che un conto e’ la regolamentazione ,attenta all ‘ ambiente, altra è la pulsione accanita di sterminio che spesso questo tipo d’ attività comporta che spinge come nel caso della Liguria SUGLI STORNI … a prese di posizione addirittura ministeriali ,manca riguardo a questa attivita’ venatoria l’ educazione culturale adeguata e l’ informazione corretta circa il rapporto che dovrebbe sussistere oggi in una società antropizzata come la nostra col mondo naturale ed animale ,che spinge come nel caso dei caprioli in Piemonte e in altre regioni , a soluzioni soltanto basate sull’ abbattimento degli animali. Assistiamo impotenti ad un quadro che vede sempre piu’ velocemente scomparire pezzi interi di territorio sacrificati alla cementificazione obbligata da un ‘ economia sempre piu’ incomprensibile in una rincorsa ad uno sviluppo che molti ritengono ormai insostenibile ,dall ‘ Amazzonia alla Cina scompaiono ogni giorno milioni di ettari di terra verde ,e si estinguono di converso numerose specie animali Siamo nel pianeta gia’ nel 2007, alla soglia dei 6,5miliardi di individui ,che nel 2020 forse saranno 10miliardi in un contesto che già oggi evidenzia la rincorsa all’ accaparramento delle risorse energetiche,nella crescita di giganti come Cina e India nazioni che entrambe messe insieme rappresentano 2,6miliardi di abitanti pari al 40% degli abitanti del pianeta ,stati in crescita a cui le multinazionali occidentali col wto hanno indicato un modello di sviluppo, sporco e distruttivo ,ma utile alla formazione dei loro profitti per i costi irrisori dei salari di chi produce in questi luoghi . Il prezzo del petrolio sale e sfiora i 100$ al barile ,con anche i rincari crescenti della farina e molti prodotti alimentari ,l’ effetto serra aumenta col crescere delle emissioni di CO2 che le nazioni emergenti associano a quelle già prodotte da noi dell’ occidente ,gli Usa da soli consumano il 23% delle risorse petrolifere mondiali , e perseguono come in Irak e Afganistan guerre ed occupazioni militari che sull’ antiterrorismo coprono in realtà la volonta’ di controllare aree essenziali l’ energia in Irak per i pozzi di petrolio di cui dispone, l’ Afganistan come regione cuscinetto di snodo e controllo sull’ area del gas e delle risorse della regione del Caspio ormai in aperta rotta di collisone coi Russi non piu’ disposti a rinunciare alla loro sovranita’, ed influenza sulla regione . In un quadro devastante che ci riguarda da vicino e in un’ economia internazionale che fibrilla con il rischio di crak finanziari devastanti , immigrazioni povere che bussano sempre piu’ frequentemente ai nostri confini ,precarietà ormai diffusa in un quadro di incertezza che accomuna sia i lavoratori italiani che stranieri ,nel prosieguo di una economia globalizzata che oltre che il collasso economico dovuto all’ abbattimento dei salari, prevede anche quello ambientale prossimo e venturo ,che questo corso incontrollabile comprenderà nell’ aumento delle temperature e di eventi atmosferici sempre piu’ distruttivi ,parlare di abbattere gli storni come richiesto in Liguria è anacronistico ……e folle ! La caccia quindi in Italia tornando al tema è un problema culturale che andrebbe visto in un ‘ ottica informativa piu’ ampia ed adeguata ,che è la sostenibilità del nostro sistema naturale italiano sia dal punto di vista paesaggistico che dal punto di vista DELLA FAUNA COME RISORSA ,in un quadro di ripopolamento di parchi ed aree protette controllato, verso un approccio al mondo animale non distruttivo e assassino che porterebbe anche indotti sul piano turistico . Ne’ si e’ proceduto con un attento censimento dei capi presenti in aree come il parco di capanne e aree limitrofe ,un monitoraggio preciso degli animali che abitano un area protetta è il miglior modo per difenderli e quantificarne le presenze …..reali.. CI VUOLE UNA POLITICA INTELLIGENTE SULL’ AMBIENTE ITALIA ,CHE DEVE ESSERE PRESERVATO ,LA SUA CONSEVAZIONE COSTITUISCE RISORSA ECONOMICA CHE IMPLEMENTA ATTIVITA’ NON DISTRUTTIVE E LEGATE ALLE CULTURE LOCALI ,ARTE ,STORIA E PAESAGGI MILLENARI SONO LA RISORSA PIU’ PREZIOSA , UNICO ANTIDOTO ALLA GLOBALIZZAZIONE MASSIFICANTE PRIMADESCRITTA CHE RISCHIA DI TRASCINARCI VERSO LA RINCORSA AD UN MODELLO CHE OLTRE CHE DISTRUTTIVO SUL PIANO AMBIENTALE , PUO’ ESSERE FUORVIERO ANCHE DI NUOVI E DEVASTANTI CONFLITTI .FUTURI… IL RITORNO QUINDI DELLE “ECONOMIE DI NICCHIA” LA RIVALUTAZIONE AMBIENTALE DEI NOSTRI BORGHI APENNINICI ,IL RECUPERO DI FAUNA E FLORA UNITO ALLA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO ARTISTICO … CON L’ IMPIEGO…DA SUBITO! DI ENERGIE RINNOVABILI E NUOVA RICERCA IN QUESTO SETTORE, SONO LE UNICHE STRADE NAZIONALI PERCORRIBILI PER SALVARCI DAL DISASTRO …GLOBALE …. IMMINENTE .ED ANNUNCIATO …. Paolo Gastaldo 6 novembre 2007 |