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Un impegno rinnovato per una società sostenibile In occasione del vertice di Bruxelles tenutosi a giugno di quest'anno, il Consiglio europeo, principale organo decisionale dell’UE, ha approvato la versione riveduta e corretta della strategia europea per lo sviluppo sostenibile tesa ad assicurare un miglior connubio tra crescita economica ed elevati standard di vita da una parte e tutela ambientale dall’altra. La nuova strategia dell’UE in materia di sviluppo sostenibile (SSS) indica la strada da imboccare per conseguire una migliore gestione delle risorse naturali, garantendo modelli di produzione e consumo in grado di salvaguardare i limiti ambientali della Terra.Essa mira ad apportare continui miglioramenti al benessere umano e fissa quattro obiettivi chiave da perseguire subito e in futuro: la tutela ambientale – obiettivo realizzabile spezzando il legame esistente fra la crescita economica e i danni all’ambiente; l’equità e la coesione sociale – obiettivo conseguibile creando una società democratica che garantisca pari opportunità per tutti; la prosperità economica – obiettivo raggiungibile mediante la piena occupazione e l'offerta di impieghi adeguati; il rispetto degli impegni internazionali per giungere a una crescita sostenibile in tutto il mondo – traguardo realizzabile mediante la collaborazione con i partner globali e, in particolare, con i paesi in via di sviluppo. La SSS definisce lo “sviluppo sostenibile” come la necessità di soddisfare i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i loro.Si tratta di un “obiettivo trasversale” dell’UE. La strategia costituisce inoltre un quadro di riferimento per tutte le politiche comunitarie, tra cui anche l'agenda di Lisbona volta a incentivare crescita e occupazione. Aree di interesse I leader dell’UE adottarono la SSS originale nel 2001 a Göteborg. Nel dicembre del 2005, la Commissione europea ha completato un accurato riesame dell’attuazione della strategia da parte degli Stati membri.
Il riesame ha evidenziato la persistenza di “tendenze insostenibili” in diversi ambiti, tra cui il cambiamento climatico e il consumo di energia, la sanità pubblica, la povertà e l’esclusione sociale, l’invecchiamento, le risorse naturali, la perdita della biodiversità, l’utilizzo del territorio e i trasporti.La scarsità dei progressi registrati negli ultimi cinque anni fa avvertire ancora di più un senso di urgenza nei confronti della necessità di un intervento.
La nuova strategia sostiene che l’obiettivo principale deve essere quello di cambiare i modelli comportamentali dei cittadini assicurando che tutte le politiche tendano al conseguimento dello stesso scopo.La SSS delinea sette sfide principali, definendone anche gli obiettivi, i traguardi e le proposte di intervento: cambiamento climatico ed energia pulita – conseguimento dei traguardi delle energie rinnovabili e riduzione delle emissioni di gas a effetto serra; trasporto sostenibile – riduzione dell’inquinamento e delle vittime degli incidenti stradali; consumo e produzione sostenibili – attuazione del Piano d’azione per le tecnologie ambientali (ETAP) e compatibilità ecologica di prodotti e processi; conservazione e gestione delle risorse naturali – arresto della perdita della biodiversità entro il 2010 e migliore gestione delle risorse atmosferiche, idriche, terriere, forestali e ittiche; sanità pubblica (con particolare attenzione ai bambini); inclusione sociale, demografia e immigrazione – fornitura di assistenza ai gruppi più vulnerabili come, ad esempio, gli anziani; povertà globale e sviluppo sostenibile – assunzione di un ruolo di primo piano in tutte le politiche esterne dell’UE. La nuova SSS sottolinea altresì l’importanza delle azioni di sensibilizzazione e di divulgazione: queste sono infatti in grado di fornire ai cittadini le informazioni e le competenze necessarie ad agire in modo responsabile, ma devono essere affiancate dalla ricerca e dallo sviluppo di nuove tecnologie e dall’esigenza di trasferire l‘imposizione fiscale dalla manodopera al consumo di energia e risorse. Il giusto equilibrio Secondo il Commissario dell’Ambiente Stavros Dimas, con la nuova SSS la ricerca del giusto equilibrio tra economia, ambiente e benessere sociale si riconferma una delle principali priorità politiche dell’UE.
“Del resto, il pensiero economico tradizionale vede ormai negli standard ambientali un motore in grado di dare slancio all'innovazione e contribuire alla competitività”, ha affermato Dimas.“Tali standard promuovono una produzione efficiente minimizzando gli ingenti costi dovuti al risanamento ambientale”.
Ribadendo la necessità di un “intervento immediato”, il Commissario ha aggiunto:“Mi compiaccio di notare come la strategia sia stata in grado di fornire un elenco esaustivo degli obiettivi e delle azioni da realizzare a livello comunitario".La nuova SSS rafforza anche i sistemi di supervisione e rendicontazione,contribuendo così a fare della strategia uno strumento efficace ai fini del conseguimento dell’obiettivo di un'Europa più sostenibile.
Il Consiglio dovrà decidere se avviare una profonda revisione della SSS dell’Unione europea entro il 2011.
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