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Comuni fuori dal comune da www.istat.it di Marika Frontino Quali sono i comuni più ecologici d’Italia? Secondo i dati del rapporto Istat (Istituto nazionale di statistica) sugli Indicatori ambientali urbani, riferiti all’anno 2006, ad aggiudicarsi il titolo di vincitrice è la città di Trento. L’analisi, condotta su 111 capoluoghi di provincia, prende in considerazione tutti i principali indicatori di cause generatrici di pressione ambientale, puntando l’attenzione su alcune tematiche strategiche: acqua, trasporti, inquinamento atmosferico, verde urbano, inquinamento acustico, rifiuti ed energia. «Trento è il comune più “eco-compatibile” in quanto non trascura alcuno dei settori esaminati ed è particolarmente attivo negli interventi di bonifica del rumore – spiegano dall’Istat -. Inoltre, ha una percentuale di raccolta differenziata prossima al 50%, un’alta densità di verde urbano e ha approvato i piani per il verde e per l’energia».
Segue Venezia, al secondo posto per la sua politica dei trasporti. La città lagunare, infatti, aiutata dalla particolare morfologia territoriale, registra un buon servizio di trasporto pubblico, un basso tasso di motorizzazione e pochi motocicli. «Si rileva, inoltre, un elevato numero di inquinanti monitorati per il controllo della qualità dell’aria e la conseguente adozione dei piani del verde e dell’energia – si legge nel rapporto -. La città registra livelli superiori alla media nella quantità di rifiuti raccolti, nelle giornate di superamento del PM10 e nei consumi di gas metano». Modena, Bologna, Bolzano, Livorno, Brindisi, Genova, Avellino e Aosta sono gli altri capoluoghi che rientrano a pieno diritto nella top ten dei virtuosi, mentre rispetto al 2005 si classificano in netto miglioramento Sassari e Tortolì, in Sardegna, insieme a Bolzano e Siena. Tra le ultime classificate Massa ed Enna, città, quest’ultima, dove si evidenziano una bassa attenzione per il servizio di raccolta differenziata, mancanza di centraline fisse per il monitoraggio dell’aria, un’assenza del piano del traffico e della zonizzazione acustica. In generale, i dati riferiti ai 111 capoluoghi monitorati mostrano un aumento del tasso di motorizzazione (+0,7% rispetto al 2005) e del numero di motocicli per mille abitanti (+7,3%), così come sale la domanda di trasporto pubblico (+2,6%). Parallelamente accrescono la quantità di rifiuti urbani raccolti, pari a 633.9 kg per abitante (+1,6%), la densità di verde urbano (+1%) e il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti (+7,1%). Si assiste, inoltre, ad una contrazione del consumo di energia elettrica per uso domestico e di gas metano, sia per uso domestico sia per riscaldamento (pari, rispettivamente, al 6,2% e al 4,8%), mentre il consumo d’acqua per uso domestico resta pressoché stabile (+0,1%).
Rispetto al 2005, aumentano di sei unità i capoluoghi di provincia che dispongo di centraline fisse per il monitoraggio della qualità dell’aria, raggiungendo quota 97, mentre nei 73 comuni che effettuano il monitoraggio del PM10, le centraline di qualità dell’aria hanno segnalato mediamente un superamento dei limiti previsti per 67.2 giorni, con un incremento del 7,3% rispetto all’anno precedente. Sono inoltre in aumento i comuni dotati di una zonizzazione acustica del territorio (+13,7%), di un piano del verde urbano (+19,0%) e quelli nei quali tutta la popolazione è servita dalla raccolta differenziata dei rifiuti (+6,1%). Rimane invece stabile il numero delle città dotate di un piano urbano del traffico (81) e di quelle che hanno adottato un piano energetico comunale. Queste ultime sono 24, distribuite principalmente al nord Italia, dove sono 14 contro le 10 del centro-sud. Un raffronto rispetto al passato? Nel 2000 erano solo 16 i comuni adempienti l’obbligo. Marika Frontino Il testo integrale, le note metodologiche e le tavole riferite all’indagine sugli “Indicatori ambientali urbani” sono consultabili sul sito www.istat.it
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