GLOBAL METROPOLIS….

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global metropolisglobal metropolis

 

Un pezzo questo sperimentale ottenuto inserendo in registrazione , un eco duplicatore e velocizzatore della composizione ,creando un insieme volutamente … cacofonico /caotico, ipnotico ,con segni ed evocazioni sonore urbane da città grande asiatica globale ,tra ritmi sotterranei e voci, rumori ,passi che sono percussioni e caos ..Un dipinto mio  a tempera e china dal titolo Bombay City railways station , l’ ho scelto per illustrare l’ ambiente …..di Global Metropolis

A piece this experimental obtained by inserting in recording, an eco duplicator and velocizzatore composition, creating a set deliberately cacophonous … / chaotic, hypnotic, with signs and evocations urban sound from big Asian cities overall, including underground rhythms and voices, noises, steps that are percussion and chaos ..a my painting in tempera and china titled Bombay City railways station, the ‘I chose to illustrate the’ environment ….. Global Metropolis

CARAVANSERRAIL

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CRAVANSERRAIL caravanserrail

caravanserrail

Qui ho pensato agli antichi caravanserragli ,Il caravanserraglio è un edificio costituito in genere da un muro che racchiude un ampio cortile ed un porticato, che veniva usato per la sosta delle carovane che attraversavano il deserto.

Poteva anche includere stanze per i viandanti.

Tipico della cultura persiana, se ne possono però vedere molti esempi anche nell’Africa settentrionale e in tutto il Medio e Vicino Oriente.

La carovana è il convoglio di cammelli o dromedari arabi finalizzato alla conduzione dei commerci lungo le vie carovaniere.

Le bestie venivano messe ad ingrassare per mesi nelle regioni del Maghreb o del Sahel prima di essere posti a formare una carovana. Secondo Ibn Battuta, il viaggiatore marocchino che durante le sue peregrinazioni visse con i Tuareg e seguì una delle carovane, la dimensione di ognuna di queste era da mille fino anche a 12.000 cammelli.

Erano condotte da guide berbere che conoscevano tutte le piste del deserto rendendo così sicuro il loro passaggio e proteggendolo dai nomadi che frequentemente facevano razzia delle merci, quando incontravano una carovana sul loro cammino. La sopravvivenza di una carovana, non potendo questa trasportare tutto il necessario per il viaggio, faceva affidamento sulle capacità della guida e su una meticolosa coordinazione tra i suoi componenti, che prevedeva anche un sistema di messaggeri mandati avanti nelle oasi, permettendo che l’acqua fosse portata alla carovana quando questa era ancora a giorni di distanza.

 

 

MESA GRANDE

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MESA GRANDEMESA GRANDE

 

MESA GRANDE è un omaggio agli indiani d’ America , loro storia e loro sofferenze rispetto all’ avanzare inarrestabile ,della civiltà dei bianchi la loro grande distruttrice ,qui ho rappresentato la “Mesa Grande” territorio geografico molto amplio che dall’ Arizona include il Colorado e i villaggi Pueblos fatti di pietra e fango degli indiani Ananasi e Hohokam,indios detti ancestrali e  nativi americani ,che  a differenza di quelli  delle regioni piu’ al nord ,degli Stati Uniti, qui erano stanziali ..pare persino dal VI secolo dopo  Cristo .

Sembra che gli Hohokam, nelle loro varie attività agricole, abbiano sempre utilizzato un assortimento di semplici canali combinati con sbarramenti. Tuttavia, fra il VII ed il XIV secolo essi costruirono e mantennero anche estese reti di irrigazione lungo il Salt River inferiore ed il Gila River mediano, che rivaleggiavano per complessità con quelli utilizzati nell’antichità nel Vicino Oriente, in Egitto ed in Cina. Questi canali erano costruiti usando attrezzi di scavo relativamente semplici, senza il beneficio delle moderne tecnologie di ingegneria avanzata. Oltre settant’anni di ricerche archeologiche hanno rivelato che gli Hohokam coltivavano varietà di cotonetabaccomaisfagioli e zucchine, nonché raccoglievano un vasto assortimento di piante selvatiche. Nell’ultima fase della loro sequenza cronologica, gli Hohokam utilizzavano anche estesi sistemi di agricoltura arida, principalmente per coltivare agave. Il loro affidamento su strategie agricole basate sull’irrigazione dei canali, vitale nell’ambiente desertico e nel clima arido tutt’altro che ospitali, fornì la base per l’aggregazione delle popolazioni rurali in centri urbani stabili.

Altre popolazioni indigene erano i I Navajo discesero dalle regioni fredde dell’America settentrionale e si insediarono, poco prima del contatto con gli Europei nel bacino del San Juan, affluente del fiume Colorado, intorno al 1500 in parte dei territori degli attualiColoradoNuovo Messico e Arizona. Da popolo di invasori si trasformarono in una nazione seminomade vivendo principalmente di agricoltura e secondariamente di allevamento. Col passare del tempo questa attività li distinse culturalmente dal resto degli Apache, dal momento che le altre popolazioni indiane e gli spagnoli identificavano i Navajo come una tribù di abili coltivatori.

 

Trinidad …”ciudad de Cuba”..

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trinidad ciudad de cuba trinidad ciudad de cuba

 

Un idea musicale in ricordo di un mio lontano viaggio a Cuba nel 1988 ,in cui ricordo questa città storica coloniale,con  le sue case coloratissime le  palme e la sua storia fatta di canna da zucchero e piantagioni coloniali spagnole .

In una Cuba magica nel mix perfetto di mescolanze e integrazione delle genti discendenti da schiavi neri africani e dei creoli discendenti dai bianchi spagnoli in un accettato e fertile meticciato sociale e socialista castrista  , i neri d’ origine africana qui forzosamente importati dalla fine del 500 in poi ,dai colonizzatori spagnoli, per sostituire i nativi indios inadatti al  lavoro,… durissimo delle piantagioni..

Una cultura musicale composita che ha generi come ..Salsa, Rumba e musica autoctona che mixa le tradizioni musicali ispaniche, con la ritmicita’ africana .

La stessa religione cattolica importata dagli spagnoli nei secoli successivi, assume caratteristiche pagane e africane animistiche,  nei miti e riti africani coloratissimi e affascinanti ,della  santeria..

questa è la 1a  registrazione del brano sopra con titolo diverso ma stessa intavolatura di accordi

Musical idea in my distant memory of a trip to Cuba in 1988, in whose memory this historic colonial, with its colorful houses palms and its history made of sugar cane plantations and colonial Spain.

Cuba in a magical mix of perfect mixing and integration of people descended from African slaves blacks and Creoles descendants of Spanish white and accepted in a fertile hybridization social and socialist Castro, blacks d ‘African origin here forcibly imported from the end of 500 then, by the Spanish colonists, to replace the native Indians unfit for work, very hard … plantation ..
A musical culture that has composite genres like ..Salsa, Rumba and native music that mixes musical traditions Hispanic, with rhythmicity ‘African.
The same Catholic religion imported by the Spanish in the following centuries, takes on characteristics and pagan African animistic, myths and rituals African colorful and fascinating, the Santeria ..
This is the first recording of the song on it with the same title but different chord tablature

a walking in the hot kasbah

 

Dry Land

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dry land-1DRY LAND 02

Questa idea musicale mi è venuta pensando ad una carovana in una zona desertica caldissima e secca ,scendendo verso il Rio Grande, in un attraversamento avventuroso e drammatico , in una zona arida e ostile ,nel pericolo di assalti di indiani ,nelle migrazioni di coloni bianchi, nell’America della metà del secolo diciannovesimo .
Nel mio immaginario di vecchi film western ,come Ombre Rosse un film del 1939 diretto da John Ford, con John Wayne, Claire Trevor, Thomas Mitchell e John Carradine. Considerato spesso il più celebre e celebrato film western della storia del cinema, è riconosciuto come il prototipo del cinema western classico, in quanto appaiono in questa pellicola molti degli elementi che sarebbero in seguito stati ripresi dai film successivi .

This musical idea came to me thinking of a caravan in a desert area hot and dry, down to the Rio Grande, in a dramatic and adventurous crossing, in an arid and hostile, in danger of attacks by Indians, in the migration of white settlers , in America in the mid-nineteenth century.
In my imagination of old western movies, like Stagecoach a 1939 film directed by John Ford and starring John Wayne, Claire Trevor, Thomas Mitchell and John Carradine. Often considered the most famous and celebrated western films in cinema history, is recognized as the prototype of the classic Western movies, as they appear in this film many of the elements that would later been taken up by subsequent films.

RED MOON in the night in San Louis….

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Réplique de black blues RED MOON

 

black blues

SESSION IN SAN LOUIS

 

Una registrazione con chitarra a corde metalliche libera , in cui mi son immaginato un nero che la suona e l’ ho disegnato sopra ..

Quando la sera dopo che mi bevo , vino “nero d’ Avola ,vino italiano di Sicilia forte mi viene la voglia di suonare e allora registro e su diverse piste di registrazione mi creo degli ambienti surreali che mi portano a fantasticare titoli di situazioni che spesso nelle mie registrazioni sembrano jam session tra neri ubriachi che suonano al bordo del fiume Missisipi o nel centro di New Orleans ,insomma mi ricordano o evocano cose come i neri del delta del cotone anni 20 ,che iniziavano a suonare il blues e allora questa operazione diventa per mè un viaggio della mia mente

-When the evening after I drink wine “black d ‘Avola, Sicily strong Italian wine! I get the urge to play and then register and on several recording tracks I create surreal environments that lead me to fantasize titles situations often in my recordings,, .. seem jam session among blacks drunk and dancing at the edge of the Mississippi River or in the center of New Orleans, in fact I remember or recall things like blacks delta cotton 20 years, beginning to play the blues and then this becomes mè for a trip of my mind

MARINAIO MARINAIO CHE VAI..A ..MARINARE 2014

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marinaio marinaio che vai a marinare.01 jpgMARINAIO MARINAIO CHE VAI A MARINARE

IMMAGINE dell’ amico e pittore Gigi degli Abbati .il marinaio ..

testo e musica liberamente ispirato all’ immagine

 

 MARINAIO ..MARINAIO ..CHE VAI A MARINARE

 01-LA —MARINAIO ..MARINAIO ..CHE VAI A MARINARE    sulle ali del vento ,…la vita a cercare ,..

 .RE–.le onde giganti del capo di Buona Speranza —–le lamiere già esauste di una vecchia carretta ,..che sbattono e urlano sulla sferza del mare /..

MI-ed i porti lontani –

 RE -che andrai a visitare ,

 02-LA-Partito da Genova con un cargo scassato ,pieno di ruggine e dI merci svariate da scaricare e poi caricare /,

 RE-tra minerali, metalli ,cereali ,legnami persino animali , un lungo tragitto doppiando l’ Africa –fino all’ oceano Indiano e poi di ritorno su’ verso Aden – il mar Rosso e port Said

 .MI-e di nuovo tornare

 RE -dopo mesi -dopo mesi e mesi-di mare .

 03-I ricordi di viaggio tra calure impossibili ,su bonacce infinite,il sole ad incudine per giorni e per giorni ,..la prua arrugginita della vecchia carretta ,discreta e costante che incede fendendo sicura immense pianure liquide di cui .. non si vede la fine..

 –RE-Sbarcare in un porto decrepito e sporco ,svagarsi ,tentar di fuggire anche per poco dalla solita noia —e andare a ubriacarsi tra baldracche volgari —-,tristezze improvvise ,ritornare alla nave, dopo i pugni già presi e la bocca di sangue ,

-con la testa che gira

 ed è presto mattina …….per già ripartire .

 04-Dormire due ore poi di nuovo sul ponte ,e rivedi tua moglie che coglie le olive —tuo figlio che gioca ed insegue un pallone ,—nel paese remoto da cui sei partito –per poi come sempre da Genova imbarcarti e partire .

 -RE-un luogo selvatico appenninico e verde ,—-dal tempo bloccato —che si smuove di poco …..solo quando al ritorno dei viaggi ,MI-porti i regali coi profumi del mondo

 RE-ed è subito festa ..per di nuovo partire ..

 05-MARINAIO ..MARINAIO ..CHE VAI A MARINARE ed è subito giorno ed è subito sera ,col mare che cambia tra tempeste crudeli —ed un vento impossibile sei di nuovo in Atlantico tra bonacce improvvise con le notti stellate ,

-RE-una luna gigante opalina che sale,………….. i cetacei lontani che scodazzano in mare .Sulle ali del vento ,…la vita a cercare ,..le lamiere già esauste di una vecchia carretta ,

MI-.che sbattono e urlano sulla sferza del mare …

 RE-ed i porti lontani –che andrai a visitare ,

 

 

 

free Jazz in deep Jungla

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01 of LE FOGLIE VIVONO 1992free jazz in deep jungla 03

da un mio disegno ..

un brano aperto in auto registrazione con  variazioni sull intavolatura del giro classico del bues jazz  in mi ,nella ricerca del rumore dell’ impasto sonoro, tra fonemi e vocalizzi su un tessuto ritmico tra basso, chitarra e percussioni

 

IL MARINAIO LA BOCA IL TANGO ,E LA BELLA.. DANZANTE ..

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LIBERTANGO 01il marinaio 02

sopra  la registrazione del brano del 29-4-14  sotto l’ idea musicale che lo ha ispirato del 24-1-14

buenosaires-12 EL TANGHEROgood morning Buenos Aires

FOTO da  GOOGLE IMAGES    DEL QUARTIERE DELLA BOCA

Quartiere oggi multietnico e coloratissmo che pare fu creato e abitato ..da immigranti genovesi, nella fine dell’ ‘ 800 e a seguire ,ove nacque  il Tango ,la musica triste e sensuale  nella sua danza appassionata tra uomo e donna che ha disegnato l’ immagine melodica di quel paese,suonata e composta tra gli altri ,dal grande  Astor Piazzolla, un mondo  a noi vicino, in quanto molto popolato da discendenti d’ italiani .,infatti non è raro che molti di noi abbiano  tra loro parenti scomparsi nel 900 tra anziani cugini, nonni o prozii,persone che emigrarono e tornarono o restarono,.. in… Argentina .

Qui una composizione libera e aperta,in autoregistrazione , con dei fonemi, su un giro di mi maggiore , verso il voler avvicinarsi a espressività libere e casuali del latin jazz ..

https://www.airbnb.it/locations/buenos-aires/la-boca

 

IL MARINAIO LA BOCA IL TANGO ,E LA BELLA.. DANZANTE

01-Si spostavano ,umide e grige ,le nubi nel vento ,

montagne gassose e -veloci ,.. nel cielo

//il celeste tagliato– da voli concentrici –

gabbiani reali —dai versi assai strani

//sul mare infinito ,a lambire incessante ,

>l’incedere lento –della nave costante

02-da sei mesi che manco dalla terra lontana ,

su un piroscafo scomodo -dalle merci svariate ,..

//da New Jork –ai Caraibi poi giu’ in fondo -alla fine—

Buenos Aires ,…la meta- per di poi ritornare —

>traversando l’ Atlantico –su pianure infinite — di mare

03-fermo alla Boca –la nave ormeggiata ,

il vento oceanico che sbatte le imposte

//le case di legno , in colori splendenti ,

di scale, balconi –tendine fiorate

>-svolanti —in vicoli– oscuri

04-bambini per strada ,voci –carretti – cavalli ,–

carni alla brace –dai fumi speziati -

//profumi di vino– parole parlate –

genovesi – spagnole ,–salsedine intorno

>profumi di pesce –di mare —di…. oceano

05-e la sera la luce –dei lumi a petrolio –

osterie calde –dal cibo fumante

//di suoni di canti –di danze e svolazzi

di gonne vermiglie –di donne intriganti -

dai tacchi nervosi- su tavole vecchie

>>che segnavano il tempo– del Tango– sovrano

06-il mio amore improvviso- per Dolores la bella

il suo tango sensuale -a pochi passi dal porto

banchina di pietra—la nave accostata

una notte d’ amore -e di nuovo partire

tra le onde del mare e –i –cetacei improvvisi

la mente incollata -al ricordo -di lei 

dalla pelle di pesca -il profumo di fiori -

 

 

REMEMBER OF ALGARVE

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Clone of rmeber of algarve Remember of Algarve 03 mp3

Un brano liberamente composto in ricordo di un viaggio avventuroso con treni e corriere, in Portogallo nel 1988 con due amici Carletto e Giuseppe,  io e Carlo allora 36 enni ,Giuseppe che aveva già superato i 40…diciamo che come “frikketoni viaggianti “eravamo già un pò stagionati e forse anche buffi . Dopo aver trascorso 3 giorni molto belli ed intensi a Lisbona città bellissima e atlantica,ricca di storia , fatta di vecchie case e il  “sali scendi,urbano e ventoso”,  un pò come la nostra  Genova che si apre ad esempio  da Carignano che somiglia molto ad un quartiere di lisbona che si raggiunge con l’” Elevator” , verso la vista del mare e il vento fresco dell’ oceano   .Incotrammo subito al nostro arrivo nel centro di Lisbona,    nei pressi una lunga rambla ,in… praca de Figueira,… ove avevamo preso alloggio in  un albergo economico ,uno strano vecchietto portoghese che capimmo pur non intendendo l’ idioma portoghese che era un poeta che  ci invito’ insistentemente  ad andare a casa sua, per ospitarci ma declinammo l’ invito, accettammo comunque di rivederci la sera, in un locale della città ,ove egli avrebbe recitato il fado e ove si cantava anche .Carletto che era un vero cannista nella sosta di viaggio precedente a Siviglia, compro’ da un gitano un bel pezzo di nero marocchino, col proposito di fumarlo a Lisbona e cosi’ ando ‘ ,la sera dopo lo spettacolo del fado e la narrazione del poeta, si usci’ fuori   in cortile del locale ,  una sorta di giardino e li’ attorniati da ragazzi seduti in cerchio attorno a noi e il poeta, i muri in pietra vecchi e scrostati che confinavano il giardino un vecchio albero e il cielo scuro della notte punteggiato di stelle ,fu un momento magico ..

 Dopo aver girato in lungo in largo lisbona con due amiche tedesche li ‘ conosciute, usando due taxi  perchè noi eravamo già e 3 e con le due amiche  non ci potevano caricare su un unica auto.Il 4° giorno colle tedesche su un  pullman di linea, partimmo per l’ Algarve    il sud  e il mare ,ci  fermammo  in un campeggio a Tavira economicissimo ,frequentato da giovani spagnoli e portoghesi  vicino ad una spiaggia grande , strana, sabbiosa ,ove ogni sera ragazze andaluse li’ accampate ,cantavano flamenchi col solo uso  ritmico delle mani e delle voci, dando al contesto un’ atmosfera magica ed unica nelle notti calde ed estive  e  la luna che… presto  saliva nel cielo .Carletto attirava parecchio, presenze strane, rollando dopo il nero di Lisbona ,cannabis naturale comprata da un portoghese che la coltivava nel suo orto.. buonissima che negli effluvi  faceva arrivare alla nostra tenda, parecchi personaggi, ricordo  d’ una poetessa anarchica non piu’ giovane di Barcellona e altri, tra cui un portoghese che ci recitava  anch’ egli  testi del fado .Giuseppe era piu’ etilico che cannista  e nel corso del viaggio faceva colazioni strane, mangiando al mattino persino strani  e forse indigesti uccellini fritti, in mostra nelle vetrine di bar assieme  ad altri fritti che condiva con vino rosso e poi un caffe… molto lungo ..