L'Italia e' uno dei paesi europei piu' arretrati dal punto di vista dell'utilizzo di energie rinnovabili, Rubbia italiano e premio nobel è stato ingaggiato dal governo spagnolo per redigere il piano energetico di quel paese, nel nostro si parla di ritornare all'uso delle centrali a carbone, e come innovazione, di usare per i rifiuti i termovalorizzatori che pare producano diossine, tutto finisce in chiacchere di gattopardesca memoria, resta la nostra dipendenza energetica col gas naturale ( metano ) e soprattutto con il petrolio, e questo porta ad avere tariffe tra le piu' care del mondo .Investire in energie rinnovabili oltre ad essere un incentivo a produzioni, tecnologie e brevetti nazionali , avrebbe una ricaduta positiva sui costi che sosteniamo per approvigionarci di materie prime, il buon coefficente d' irraggiamento di cui l' Italia gode per la sua posizione geografica renderebbe interessante questo percorso , ma tutto si arena nel nulla e nell'inazione dei governi che a prescindere dallo schieramento politico cui appartengono continuano a prediligere le solite fonti e a proporre ad esempio il fotovoltaico a prezzi non convenienti, per gli alti costi dei pannelli che scoraggiano da parte dei privati ogni tentazione, e quindi si continua con il petrolio...per il quale si fanno anche guerre...e oltre ai costi ha anche effetti sul piano ambientale, qualità dell'aria nelle città, e complessivamente...effetto serra.
Ma gli esperti dicono che restano a disposizione altri 40anni di petrolio grezzo ,utile all ' estrazione ,ma che se la produzione dovesse aumentare il declino di questa materia prima sarebbe anche più rapido .L' idrogeno presente in abbondanza in natura negli idrocarburi ma soprattutto nell ' acqua h2o,sembra l' alternativa adeguata per la sostituzione dei combustibili fossili verso energie rinnovabili di cui questo elemento sarebbe la parte più importante di un ciclo che vede tra il solare l'eolico il geotermico e l' idroelettrico una direzione compatibile e sostenibile per l' ambiente non più gravato da emissioni tossiche nell'artmosfera .Questo passaggio epocale come fu quello della macchina a vapore e del carbone , potrebbe come in quel caso essere portatore di cambiamenti economici e sociali .Rifkin nel libro"economia all' idrogeno " oltre ad individuare scenari inquietanti circa l' esaurimento di questa fonte di energia ,che scarseggiando vedrebbe il rincaro dei prezzi con conseguenti contraccolpi sull ' economia ,ed anche il ricorso soprattutto dei paesi poveri ad approvigionarsi di combustibili più sporchi come ad esempio il carbone ,il catrame e l' olio pesante ,ipotizza come inevitabile la conversione all ' uso dell ' idrogeno come soluzione non solo tecnologica ma anche in qualche modo politica verso una maggiore democratizzazione della distribuzione e consumo di energia oggi fortemente incentrato sui paesi Opec da un lato e grandi gruppi multinazionali dall ' altro ..Questa teoria che trae fondamento dal fatto che oggi il 65% della popolazione mondiale non ha mai fatto una telefonata , ed un terzo della stessa non ha accesso alla corrente elettrica, segna in modo drammatico le disparità che separano il nord e il sud del mondo. L' impossibilità ad accedere a fonti di energia è fattore riproduttivo di povertà e di esclusione da attività produttive anche semplici come far funzionare una pompa per estrarre acqua onde irrigare I campi . Nei paesi poveri trovare legno o sterco per scaldare un'abitazione o cucinare è un attività che può impiegare anche ore di una giornata .Questa disparità senza cambiamenti sociali potrà accentuarsi considerando che nel 2020 la popolazione sfiorerà la soglia DEI 10 MILIARDI DI ESSERI UMANI.
PAOLO GASTALDO 02 December 2006